<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Editoria on blog.Alese</title><link>https://blog.alese.it/category/editoria/</link><description>Recent content in Editoria on blog.Alese</description><generator>Hugo</generator><language>it</language><copyright>Gabriele Alese</copyright><lastBuildDate>Sun, 13 Sep 2026 00:00:00 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://blog.alese.it/category/editoria/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><item><title>The lament of a disillusioned ebook reader</title><link>https://blog.alese.it/the-lament-of-a-disillusioned-ebook-reader/</link><pubDate>Sun, 28 Aug 2016 14:13:22 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/the-lament-of-a-disillusioned-ebook-reader/</guid><description>&lt;p&gt;There was a time when I used to work in publishing. Digital publishing, specifically. Those years, and we’re talking about 2009 to 2014, were undoubtedly &lt;em&gt;interesting&lt;/em&gt;: no one had any idea of what an ebook was, and the lucky few that did were scared to death by piracy and &lt;em&gt;product devaluation&lt;/em&gt; driven by digital. No publisher got their act together from the beginning, and trying to buy (and read!) an ebook from the publisher’s website was mostly a frustrating experience. The only retailer able to offer a proper ebook buying experience was Amazon, but that comes with a lot of strings attached, including a sub-standard .mobi document format.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Prototipi, ovvero di cose belle che faremo quest’estate al Festivaletteratura</title><link>https://blog.alese.it/prototipi-ovvero-di-cose-belle-che-faremo-questestate-al-festivaletteratura/</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2015 06:48:08 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/prototipi-ovvero-di-cose-belle-che-faremo-questestate-al-festivaletteratura/</guid><description>&lt;h2 id="cosa"&gt;Cosa&lt;/h2&gt;&#10;&lt;p&gt;Con l’edizione 2015 &lt;strong&gt;Festivaletteratura&lt;/strong&gt; inaugura &lt;a href="http://www.festivaletteratura.it/news.php?azione=dettaglio&amp;amp;id=2173"&gt;&lt;strong&gt;Prototipi&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, un laboratorio di riflessione e sviluppo attorno a un tema che mi è particolarmente caro, ovvero l’innovazione del prodotto editoriale. Il laboratorio sarà allestito in forma intensiva per la durata di due settimane, è vedrà lavorare insieme &lt;strong&gt;dalle otto alle dodici persone&lt;/strong&gt;, selezionate tra le &lt;strong&gt;tre aree&lt;/strong&gt; che compongono le professionalità prevalenti dell’editoria digitale (&lt;strong&gt;informatici&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;umanisti&lt;/strong&gt;, esperti di &lt;strong&gt;comunicazione&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;design&lt;/strong&gt;) allo scopo di costruire insieme un &lt;em&gt;prototipo&lt;/em&gt; a partire da una traccia, un’idea di neo-libro proposta da un autore del festival.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Che fare? Problemi scottanti dell’editoria digitale italiana</title><link>https://blog.alese.it/che-fare-problemi-scottanti-delleditoria-digitale-italiana/</link><pubDate>Mon, 02 Jun 2014 10:00:30 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/che-fare-problemi-scottanti-delleditoria-digitale-italiana/</guid><description>&lt;p&gt;Lavorare nell’editoria digitale a metà del 2014, e farlo nel mercato italiano, significa in primo luogo dover operare una riflessione sugli scopi e sui risultati a cui siamo giunti dopo anni di roboanti promesse e propositi rivoluzionari. Riflettere, cioè, sui &lt;em&gt;problemi scottanti del nostro movimento&lt;/em&gt;, mettendo per un attimo da parte i proclami evangelizzatori, le percentuali a tre cifre, le prospettive visionarie e i tempi verbali al futuro prossimo.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;A sei mesi dalla conclusione del 2013, un anno che ha brillato per la &lt;strong&gt;sostanziale mancanza di innovazione&lt;/strong&gt;, la quale ha portato prevedibilmente con sé la &lt;strong&gt;stagnazione della crescita del digitale&lt;/strong&gt; nei mercati di riferimento come quello statunitense, le cifre sono piuttosto chiare e ci raccontano nitidamente una storia. AIE ci conferma, senza sorprendere, che il mercato trade è digitale solo per il 3%, e questo si traduce in una crescita troppo lenta per incoraggiare gli attori della &lt;em&gt;filiera&lt;/em&gt; a investire in prodotti, flussi di lavoro, canali nuovi. D’altro canto, nello stesso comunicato stampa, ci si rallegra di un +0,3% nei libri per l’infanzia, &lt;strong&gt;quando invece si dovrebbe osservare con sgomento che si è venduto un complessivo -6,8% di libri&lt;/strong&gt;. La trama della nostra storia prende nel suo svolgimento una piega sempre più preoccupante, con tinte di viva angoscia da parte dei nostri protagonisti editori, che pure hanno passato, tutti o quasi, il triennio 2010/13 preparandosi a produrre, &lt;em&gt;oltre&lt;/em&gt; alla carta, &lt;em&gt;anche&lt;/em&gt; degli ebook.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Le vite controverse delle tecnologie per i contenuti</title><link>https://blog.alese.it/le-vite-controverse-delle-tecnologie-per-i-contenuti/</link><pubDate>Wed, 12 Mar 2014 13:02:10 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/le-vite-controverse-delle-tecnologie-per-i-contenuti/</guid><description>&lt;blockquote&gt;&#10;&lt;p&gt;«Se abbiamo a che fare con i contenuti, oggi, ci piaccia o no, lavoriamo anche con la tecnologia: sul piano del prodotto, della comunicazione e dell’ambiente in cui entrambi abitano. Dovremo quindi essere in grado di prendere decisioni in questo campo: abbiamo bisogno di competenze per fare scelte consapevoli ed efficaci. Possiamo muoverci in due modi: acquisendo noi stessi quelle competenze o sapendole riconoscere in altri professionisti con cui collaborare.»&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Alcune cose che abbiamo imparato nel 2013 a proposito di editoria (digitale) e alcune che dobbiamo ancora imparare</title><link>https://blog.alese.it/alcune-cose-che-abbiamo-imparato-nel-2013-a-proposito-di-editoria-digitale-e-alcune-che-dobbiamo-ancora-imparare/</link><pubDate>Thu, 26 Dec 2013 17:47:18 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/alcune-cose-che-abbiamo-imparato-nel-2013-a-proposito-di-editoria-digitale-e-alcune-che-dobbiamo-ancora-imparare/</guid><description>&lt;ul&gt;&#10;&lt;li&gt;&#10;&lt;p&gt;Il 2013 è stato un anno strano per il &lt;em&gt;digital publishing&lt;/em&gt;. &lt;a href="https://blog.alese.it/alcune-cose-che-abbiamo-imparato-nel-2012-a-proposito/"&gt;Avevo giurato&lt;/a&gt; che la parola d’ordine dell’anno sarebbe stata &lt;strong&gt;API&lt;/strong&gt;, e in effetti molto del mio lavoro di quest’anno è stato orientato sulle &lt;a href="https://github.com/gabalese/py-clave"&gt;interfacce pubbliche verso metadati&lt;/a&gt; e contenuti; ma a ben pensare il 2013 è stato il primo anno dall’avvento del digitale in editoria a caratterizzarsi per &lt;strong&gt;l’assenza di innovazione&lt;/strong&gt;. Sul mercato non sono stati immessi prodotti o contenuti sostanzialmente nuovi, e il risultato non poteva che essere un rallentamento della crescita del digitale. La vera parola d’ordine del 2013 è quindi stata &lt;strong&gt;stagnazione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Quanto vale un ebook?</title><link>https://blog.alese.it/quanto-vale-un-ebook/</link><pubDate>Wed, 11 Dec 2013 16:16:58 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/quanto-vale-un-ebook/</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.venerandi.com/log.xhtml#d200913" title="Log"&gt;Scrive Venerandi&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;&#10;&lt;blockquote&gt;&#10;&lt;p&gt;A settembre non cadono le foglie, ma fioriscono nei blog di tutto il mondo i consigli su come impostare la propria attività lavorativa, specie se digitale, ancora di più se editoriale. Accanto a consigli comprensibili, come quelli di vendere in bundle ebook ed equivalente libro cartaceo, apro una parentesi, il che è una implicita ammissione di sconfitta per il digitale, non solo perché si palesa il fatto che l&amp;rsquo;ebook non è in grado di sostituire in toto il libro di carta, abbiamo ancora bisogno del libro di carta, apro una seconda parentesi, anche se vale il contrario, non mi basta più solo il libro di carta ed ho bisogno anche di quello digitale, chiusa parentesi tonda interna, non solo dicevo perché si palesa che l&amp;rsquo;ebook non è indipendente, ma soprattutto perché si riduce l&amp;rsquo;ebook ad essere una appendice del prodotto che resta principe nella sua progettazione, ovvero il libro di carta di cui l&amp;rsquo;ebook è un utile surrogato, chiusa parentesi tonda esterna, dicevo, accanto a consigli comprensibili come il summenzionato affogato in confuse ipotassi, si trovano alcune considerazioni che io sono sicuro di aver già sentito tempo addietro, tra cui quella in cui si dice che content is not the king, il contenuto non è così importante, ma è importante l&amp;rsquo;accesso al contenuto stesso, quello che si deve far pagare - in sostanza - è la possibilità e la facilità di accedere ai dati. Non i dati. E qui, da creatore di dati, mi chiedo se veramente questa sia una novità del digitale. Ovvero: davvero quando comperiamo un tradizionale libro cartaceo compriamo un contenuto, o anche in quel caso paghiamo una forma che ci permette di accedere ai dati stampati all&amp;rsquo;interno della forma libro? Io penso che da sempre si paghi l&amp;rsquo;accesso ai dati, non è un caso che buona parte del prezzo di copertina di un libro di carta finisca nelle tasche dei vari intermediari che si occupano della distribuzione, ovvero di coloro che facilitano/complicano l&amp;rsquo;accesso ai contenuti.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Bundling cartaceo/digitale: un’opportunità (e un affare) per il libro</title><link>https://blog.alese.it/bundling-cartaceodigitale-unopportunita-e-un-affare-per-il-libro/</link><pubDate>Thu, 19 Sep 2013 20:46:11 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/bundling-cartaceodigitale-unopportunita-e-un-affare-per-il-libro/</guid><description>&lt;blockquote&gt;&#10;&lt;p&gt;Oltre alla convenienza per il consumatore, un &lt;em&gt;bundling&lt;/em&gt; su larga scala può alleviare la diffidenza che librerie e promotori nutrono nei confronti dell’ebook, restituendo alle librerie indipendenti un vantaggio competitivo che temevano di perdere nella transizione a un paradigma di consumo digitale.&lt;/p&gt;&#10;&lt;/blockquote&gt;&#10;&lt;p&gt;Il resto &lt;a href="http://www.ebookreaderitalia.com/bundling-cartaceodigitale-unopportunita-e-un-affare-per-il-libro/"&gt;nel mio guest post su eBookReader Italia&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>py-BookBundler: un'API per il bundling tra cartaceo e digitale</title><link>https://blog.alese.it/py-bookbundler-unapi-per-il-bundling-tra-cartaceo-e-digitale/</link><pubDate>Mon, 09 Sep 2013 08:37:38 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/py-bookbundler-unapi-per-il-bundling-tra-cartaceo-e-digitale/</guid><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;TL; DR&lt;/strong&gt;: Ho sviluppato (&lt;a href="https://github.com/gabalese/py-BookBundler"&gt;e pubblicato in opensource&lt;/a&gt;) il prototipo di una webapp che permette a un editore di offrire una copia dell&amp;rsquo;ebook a chi possiede una copia del libro di carta. &lt;a href="https://blog.alese.it/esperimenti-di-bundling-tra-ebook-e-pbook/"&gt;Esistono già approcci che tentano di risolvere la questione&lt;/a&gt;, alcuni efficaci e alcuni meno; io ho pensato che si potesse provare un sistema più semplice, ad esempio chiedere all&amp;rsquo;utente di fare una foto a una pagina specifica del libro, che viene analizzata dal server per verificare che si tratti effettivamente della pagina richiesta. &lt;strong&gt;&lt;a href="https://github.com/gabalese/py-BookBundler"&gt;py-BookBundler è un&amp;rsquo;applicazione che fa questo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, e lo fa funzionando come API REST.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Perché gli ebook non salveranno l'editoria</title><link>https://blog.alese.it/perche-gli-ebook-non-salveranno-leditoria/</link><pubDate>Sun, 08 Sep 2013 15:16:37 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/perche-gli-ebook-non-salveranno-leditoria/</guid><description>&lt;p&gt;La modalità dialettica che pervade le conversazioni inerenti l’editoria digitale non è mai andata oltre la fase dell’estrema &lt;strong&gt;polarizzazione&lt;/strong&gt;. Ma non è un problema dell’editoria digitale in particolare: qualsiasi cambiamento che tocca da vicino una materia che ci sia nello stesso tempo familiare ed estranea è destinato a fossilizzarsi nell’ideologia di contrapposizione tra &lt;em&gt;progresso&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;conservazione&lt;/em&gt;. Gli strumenti di comunicazione postmoderni come i social network, che apparentemente &lt;strong&gt;assecondano l’innata sentenziosità degli esseri umani&lt;/strong&gt; e scoraggiano l’esternazione di dubbi, insicurezze, timori, ipotesi, non aiutano peraltro l’approfondimento, lo studio e la comprensione di fenomeni troppo complessi per essere liquidati con una rapida occhiata a dati parziali e fuori dal contesto.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Ancora su bundling cartaceo ed ebook: quale futuro?</title><link>https://blog.alese.it/ancora-su-bundling-cartaceo-ed-ebook-quale-futuro/</link><pubDate>Tue, 27 Aug 2013 20:31:08 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/ancora-su-bundling-cartaceo-ed-ebook-quale-futuro/</guid><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://publishingperspectives.com/2013/08/ghost-in-the-machine-does-printebook-bundling-have-a-future/"&gt;Un articolo di Publishing Perspectives&lt;/a&gt; torna sulla questione, &lt;a href="https://blog.alese.it/esperimenti-di-bundling-tra-ebook-e-pbook/"&gt;per me molto interessante&lt;/a&gt;, del &lt;em&gt;bundling&lt;/em&gt; tra libro cartaceo ed elettronico. Tra i punti salienti da segnalare, seleziono un paio di osservazioni.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il valore del libro elettronico&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#10;&lt;blockquote&gt;&#10;&lt;p&gt;What’s holding things up? Publishers are most hesitant about pairing print and digital formats because they are afraid of losing sales, equating bundling with giving away the ebook for free or at a significantly reduced price.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Cinquanta (o quasi) sfumature di EPUB</title><link>https://blog.alese.it/cinquanta-o-quasi-sfumature-di-epub/</link><pubDate>Tue, 16 Jul 2013 18:04:24 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/cinquanta-o-quasi-sfumature-di-epub/</guid><description>&lt;p&gt;Tra i paralleli storici che si possono fare partendo dalla situazione attuale dell’editoria digitale, uno dei più intriganti rimane, a mio modesto parere, quello delle &lt;em&gt;browser war&lt;/em&gt; dei primi anni Duemila. Ricordate com’era sviluppare un sito web nei tempi immediatamente successivi alla formalizzazione di &lt;a href="http://www.w3.org/TR/REC-html40/" title="http://www.w3.org/TR/REC-html40/"&gt;HTML4&lt;/a&gt;? Ricordate quegli innumerevoli siti web che “Ottimizzato per Internet Explorer 5 a una risoluzione di 1024x768px”?&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Credo di non essere l’unico a ricordare l’impagabile esperienza di navigare con un browser particolarmente pignolo qual era Opera col suo rendering engine Presto, quando quasi nessun webmaster (all’epoca si chiamavano ancora così) aveva tra i suoi &lt;em&gt;feed&lt;/em&gt; &lt;a href="http://alistapart.com/" title="http://alistapart.com/"&gt;A List Apart&lt;/a&gt;. Una sensazione molto simile è il pane quotidiano di chi si occupa di contenuti editoriali digitali e di come renderli fruibili nel miglior modo possibile dai diversi device oggi sul mercato (o dalla maggior parte di essi).&lt;/p&gt;</description></item><item><title>API for (epub) ebooks. Un prototipo</title><link>https://blog.alese.it/api-for-epub/</link><pubDate>Wed, 10 Jul 2013 14:29:55 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/api-for-epub/</guid><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;TL;DR&lt;/strong&gt;: Ho sviluppato e messo opensource un prototipo di implementazione di API RESTful dedicate a EPUB(2). Il progetto si chiama py-clave, e permette di restituire comodamente in JSON informazioni bibliografiche, indice dei contenuti, capitoli e frammenti specifici tratti da un set di file EPUB. Il progetto è su &lt;a href="http://github.com/gabalese/py-clave" title="http://github.com/gabalese/py-clave"&gt;github&lt;/a&gt;, la documentazione delle chiamate – spero esaustiva - è su &lt;a href="http://docs.pyclave.apiary.io" title="http://docs.pyclave.apiary.io"&gt;Apiary&lt;/a&gt;, la home page del progetto è temporaneamente ospitata su &lt;a href="http://dev.alese.it" title="http://dev.alese.it"&gt;dev.alese.it&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;No, really: TL!&lt;/strong&gt;? Vuoi qualcosa da cliccare? &lt;a href="http://dev.alese.it/catalogue" title="http://dev.alese.it/catalogue"&gt;Questo è il catalogo&lt;/a&gt; delle pubblicazioni presenti sul server, &lt;a href="http://dev.alese.it/book/urn:uuid:f46c1ff4-f61e-11e2-8602-001cc0a62c0b" title="http://dev.alese.it/book/urn:uuid:f46c1ff4-f61e-11e2-8602-001cc0a62c0b"&gt;queste sono le informazioni bibliografiche&lt;/a&gt; di una pubblicazione, &lt;a href="http://dev.alese.it/book/urn:uuid:f46c1ff4-f61e-11e2-8602-001cc0a62c0b/toc" title="http://dev.alese.it/book/urn:uuid:f46c1ff4-f61e-11e2-8602-001cc0a62c0b/toc"&gt;questa la TOC&lt;/a&gt; della pubblicazione di prima, &lt;a href="http://dev.alese.it/book/urn:uuid:f46c1ff4-f61e-11e2-8602-001cc0a62c0b/chapter/chap212637" title="http://dev.alese.it/book/urn:uuid:f46c1ff4-f61e-11e2-8602-001cc0a62c0b/chapter/chap212637"&gt;questo è un capitolo specifico&lt;/a&gt; della pubblicazione, &lt;a href="http://dev.alese.it/book/urn:uuid:f46c1ff4-f61e-11e2-8602-001cc0a62c0b/chapter/chap212637/fragment/1" title="http://dev.alese.it/book/urn:uuid:f46c1ff4-f61e-11e2-8602-001cc0a62c0b/chapter/chap212637/fragment/1"&gt;questo è un “frammento”&lt;/a&gt; - un paragrafo - del capitolo di prima. Oppure, puoi semplicemente &lt;a href="http://dev.alese.it/book/urn:uuid:f46c1ff4-f61e-11e2-8602-001cc0a62c0b/download" title="http://dev.alese.it/book/urn:uuid:f46c1ff4-f61e-11e2-8602-001cc0a62c0b/download"&gt;scaricare tutto l’EPUB&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Esperimenti di bundling tra ebook e pbook</title><link>https://blog.alese.it/esperimenti-di-bundling-tra-ebook-e-pbook/</link><pubDate>Fri, 05 Jul 2013 11:46:43 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/esperimenti-di-bundling-tra-ebook-e-pbook/</guid><description>&lt;p&gt;Se dovessi scegliere una e una sola tra le linee di business più interessanti e meno sfruttate nel campo dell’editoria digitale, la mia scelta cadrebbe senza esitazione nel &lt;strong&gt;bundling di ebook e cartacei&lt;/strong&gt;. Di questa modalità si è parlato moltissimo tra gli addetti ai lavori, ma è rimasta confinata tra gli &lt;em&gt;scenari possibili&lt;/em&gt; nel discorso di editori e distributori; confinata a mio dire ingiustamente, perché è una possibilità interessante per una serie di motivi. Ma confinata anche comprensibilmente, perché &lt;strong&gt;la realizzazione del modello pone dei problemi non banali&lt;/strong&gt; e che coinvolgono una serie di competenze e capacità che non sono tradizionalmente bagaglio dell’editore e del distributore, in particolar modo italiano.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Su Turow e sui "poveri scrittori distrutti dall'ebook"</title><link>https://blog.alese.it/su-turow-e-sui-poveri-scrittori-distrutti-dallebook/</link><pubDate>Tue, 09 Apr 2013 11:00:38 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/su-turow-e-sui-poveri-scrittori-distrutti-dallebook/</guid><description>&lt;p&gt;L’edizione di oggi della Repubblica propone in primissima pagina, spalla destra, una traduzione di un articolo di Scott Turow, scrittore di best seller e presidente della Authors Guild of America, apparso sul New York Times la settimana scorsa con il titolo di &lt;em&gt;The Slow Death of the American Author&lt;/em&gt;. L’articolo viene tradotto con il titolo ben più accattivante di &lt;em&gt;Poveri scrittori distrutti dall’ebook&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;L’op-ed di Turow solleva diversi punti ed evidenzia le principali criticità che, nell’opinione sua e immagino dell’associazione che presiede, gli autori stanno difficoltosamente affrontando nello svolgersi di quella che sembra a tutti gli effetti una rivoluzione ampiamente articolata e scatenata dall’editoria elettronica.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Alcune cose che abbiamo imparato nel 2012 a proposito di editoria (digitale), e altre che ancora dobbiamo imparare</title><link>https://blog.alese.it/alcune-cose-che-abbiamo-imparato-nel-2012-a-proposito/</link><pubDate>Thu, 27 Dec 2012 12:00:00 +0000</pubDate><guid>https://blog.alese.it/alcune-cose-che-abbiamo-imparato-nel-2012-a-proposito/</guid><description>&lt;ul&gt;&#10;&lt;li&gt;Gli ebook non erano una bolla. Praticamente tutte le case editrici offrono ebook delle proprie novità, la maggior parte di esse ha speso l’ultimo anno ripescando dalla propria backlist o proponendo delle collane &lt;em&gt;digital-only&lt;/em&gt;, composte a volte da “frammenti” di raccolte disponibili anche integralmente, a volte da peculiarità che sarebbe antieconomico riproporre a stampa, a volte da titoli &lt;em&gt;digital-first&lt;/em&gt; dei quali si vuole valutare l’impatto. &lt;a href="http://www.edizionieo.it/catalogo.php?IdCollana=12&amp;amp;IdSottoCollana=9&amp;amp;IdAreaGeografica="&gt;Noi&lt;/a&gt; siamo stati i primi a offrire una collana pensata, composta di titoli coerenti. Ma l’idea era troppo buona per non imitarla.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Le maggiori case editrici hanno lavorato in controtendenza rispetto alle proprie convenzioni cartacee: tutte le case editrici di un certo livello hanno formato il proprio personale o acquisito organico per trattare le &lt;em&gt;faccende digitali&lt;/em&gt;. Forse è ancora troppo poco, ma considerando gli anni passati a esternalizzare e il generale clima ostile agli investimenti (ricordatevelo, quando andrete a votare), lo considero comunque un segnale positivo.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;La crescita degli ebook negli Stati Uniti sta avvicinandosi rapidamente a un plateau. In Europa non si verificherà prima della fine del 2013.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;I lettori hanno familiarità coi dispositivi. Pro o contro che siano, tutti i lettori “forti” o poco meno che forti sono coscienti che esiste qualcosa come un libro elettronico e sanno dove trovarli.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;I lettori, anche i meno informati, sanno che esiste qualcosa chiamato DRM e sanno che non gli piace. L’acquirente ordina un ebook e vuole trovarsi nell’email un link dove scaricare un ebook da leggere subito; se gli arriva un criptico .acsm, rimarranno con l’impressione che l’ebook sia una cosa da smanettoni e non compreranno più neanche i libri in daily deal.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Il ventre caldo dell’agency agreement ha i giorni contati anche in Europa, e molto presto quel poco che abbiamo imparato smetterà di essere valido; cominceremo quindi a fare i conti con i modelli economici di un bene volatile e indefinitamente disponibile.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Chi ricopre il ruolo commerciale in una casa editrice farebbe bene a rimettersi a studiare; le strategie di marketing a base di fascette e premi letterari presto non funzioneranno più.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Già che ordinate qualche libro su Amazon, mettete nel carrello anche un manuale di statistica. Non è roba da scienziati, se i gestionali la danno al primo anno, potete farcela anche voi laureati in lettere.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Se proprio non avete tempo, passate un paio di weekend consecutivi studiando Google Analytics. Non avrete i dati di Amazon, ma il vostro sito è comunque una miniera di informazioni mai abbastanza sfruttate.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Probabilmente prendere uno stagista da una facoltà di economia non risolverà i vostri problemi.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Già che studiate statistica, imparate come ordinare i vostri &lt;em&gt;data&lt;/em&gt;. Non saranno i &lt;em&gt;big data&lt;/em&gt; di cui si ciancia tanto, ma se i vostri dati di vendita sono sparsi nel file system in venti fogli Excel, non serviranno a niente.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;La parola d’ordine del 2012 in editoria digitale è stata &lt;em&gt;workflow&lt;/em&gt;. Dall’economia di formato si passa all’economia di produzione e manutenzione, chi ha più di duecento titoli in catalogo se ne sta accorgendo.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;La parola d’ordine del 2013 sarà API: chi pensava che il commercio elettronico si potesse risolvere con dei file su un hosting ha già avuto una brutta sorpresa quest’anno; nel 2013 si farà sul serio, e la selezione naturale sarà durissima tra i professionisti che non conoscono a menadito il paradigma REST o che non sappiano effettuare delle RPC.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;I lettori non sono diversi da altri utenti di servizi internet: pagando si aspettano l’ingresso in un ecosistema di servizi che dia meno problemi possibili.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Molto spesso non siamo all’altezza del nostro compito, e qualcuno si lamenta: facciamo che nel 2013 smettiamo di nascondere la testa sotto la sabbia e cominciamo a risolvere i problemi degli utenti. La regola: un ebook fatto male va sistemato; se non lo sapete fare, lasciate stare gli ebook.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Curate la vostra dieta informativa. Utilizzate Google Reader e imparate a distinguere i guru dai ciarlatani. Non c’è una regola generale, ma - a spanne - i guru sono tutti anglofoni. Seguite quelli che &lt;em&gt;fanno cose&lt;/em&gt;, soprattutto quelli che fanno le vostre stesse cose ma le fanno meglio, e defollowate i chiacchieroni.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Instapaper è vostro amico. Leggete le cose, non limitatevi a retweetarle. La giornata si compone di 24 ore, dico sul serio.&lt;/li&gt;&#10;&lt;li&gt;Il 30% dei giovani fino a 24 anni è disoccupato. Se avete un lavoro, sarà bene svolgerlo nel miglior modo possibile e cercare di rimanere rilevanti. Per noi “editoriali” si può cominciare dalle piccole cose: meno aperitivi e più libri buoni.&lt;/li&gt;&#10;&lt;/ul&gt;</description></item></channel></rss>