Prototipi, ovvero di cose belle che faremo quest’estate al Festivaletteratura

Cosa

Con l’edizione 2015 Festivaletteratura inaugura Prototipi, un laboratorio di riflessione e sviluppo attorno a un tema che mi è particolarmente caro, ovvero l’innovazione del prodotto editoriale. Il laboratorio sarà allestito in forma intensiva per la durata di due settimane, è vedrà lavorare insieme dalle otto alle dodici persone, selezionate tra le tre aree che compongono le professionalità prevalenti dell’editoria digitale (informatici, umanisti, esperti di comunicazione e design) allo scopo di costruire insieme un prototipo a partire da una traccia, un’idea di neo-libro proposta da un autore del festival.

Chi

A guidare il lavoro della squadra saranno tre tutor, diversi per competenze e background professionale: quest’anno ci saremo io, Letizia Sechi (RCS) e Claudia Busetto (Architecta).

Dove e quando

Prototipi durerà dal 24 agosto al 6 settembre 2015, avrà luogo a Mantova, presso una struttura ben attrezzata messa a disposizione dal Festival per tutta la durata dei lavori, e i risultati del lavoro verranno presentati durante il Festivaletteratura (9–13 settembre). Le persone selezionate lavoreranno fianco a fianco per le due settimane del laboratorio, coadiuvati dai tutor che offriranno la propria esperienza e daranno supporto pratico alle idee che verranno sviluppate. Le partecipazione al laboratorio è interamente a spese del Festival, che provvederà al trasporto e all’alloggio dei partecipanti selezionati. Il lavoro di pianificazione e organizzazione comincerà subito dopo le selezioni, quando ci metteremo in contatto e cominceremo a conoscerci meglio prima di passare all’azione.

L’idea

La traccia dell’edizione 2015 di Prototipi è stata proposta dallo scrittore Hans Tuzzi:

L’attuale offerta di prodotti editoriali digitali è in gran parte limitata a un prodotto di base, che non offre al lettore la possibilità di personalizzare la propria esperienza di lettura trasformandola in qualcosa che risponda meglio ai suoi bisogni o ai suoi desideri. È possibile immaginare uno sviluppo che, avvalendosi di nuove competenze professionali, arricchisca le possibilità di fruizione di tali prodotti, tenendo conto delle nuove esigenze dei lettori? È possibile realizzare in modo convincente un passaggio da un prodotto industriale e seriale a un prodotto personalizzabile e individuale?

Tra i possibili indirizzi di sviluppo di un prototipo, si considerino i seguenti nodi da sciogliere:

  • Linearità: raccontiamo e argomentiamo in modo lineare, e questo limita la nostra prospettiva sulle potenzialità più forte del digitale che è il link, la relazione tra idee;
  • Esperienza di lettura: pensiamo il prodotto editoriale in modo definito, immutabile e questo limita l’esperienza che possiamo fare del contenuto;
  • Relazione tra libro e mondo: ogni prodotto vive immerso nel mondo che lo circonda, arricchendo la relazione tra il lettore e il suo mondo: in che modo si può esprimere e valorizzare questa relazione in un paradigma digitale?

Come candidarsi

Trovate il bando completo sul sito di Festivaletteratura. In sintesi, dovrete compilare una scheda di partecipazione (che trovate qui), insieme a un vostro breve profilo (niente curriculum o cover letter, per favore: parlateci di cosa fate, di cosa vi piace fare e di cosa non vi piace fare) e a un pre-prototipo, cioè un tentativo di risposta alla traccia su cui lavorerà Prototipi 2015. Tenete presente che i profili che cerchiamo sono grossomodo informatici, umanisti e designer: non è necessario candidarsi per un profilo specifico, ma fateci capire come potreste contribuire alla costruzione del prototipo. Invierete le vostre candidature all’indirizzo prototipi@festivaletteratura.it. Avete tempo fino al 14 agosto, perché il 18 agosto contiamo di aver già selezionato i partecipanti.

Perché

Il format del laboratorio si basa su un’idea di collaborazione e fattività che rimette al centro la riflessione sui contenuti e cerca di slegarsi dalla pura suggestione tecnica che finora ha guidato, per lo più ciecamente, lo sviluppo delle forme editoriali alternative al volume cartaceo. Come efficacemente sintetizzato da Letizia, si tratta di passare dalle parole ai prototipi: colpisce particolarmente il fatto che uno dei maggiori festival letterari del Paese, peraltro quello a maggior vocazione letteraria e con un consistente seguito di pubblico, abbia pensato di aprire una riflessione sui temi dell’innovazione e abbia voluto spendersi ben al di là della banale tavola rotonda tra esperti, e mi onoro di essere stato scelto come coordinatore della prima edizione e poter così dare il mio piccolo contributo a portare un passo più avanti la riflessione sul futuro possibile della letteratura elettronica, condividendo la mia piccola esperienza, i miei entusiasmi e i miei dubbi, sperando di poter contribuire a creare e condividere qualcosa di veramente nuovo.

 

Gabriele

 

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