Io non capisco questa mania di pubblicare su internet qualsiasi cosa.– AdT
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Gabriele
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Gabriele
Learning to live
Through nature’s inflexible grace
I’m learning to live…Perché a volte bisogna sapersi ridimensionare. Darsi un contegno più acconcio a quel che si e si rappresenta. Non importa il contesto, poco importano le circostanze e le persone che vi si accordano. Il punto sei tu e quel che devi cambiare per migliorare. To live a better life… I need my love to be here (there, and everywhere)…
Ma non c’entra. Point is che il percorso è definito. Correre non serve. Non si può impiegare nella maratona il medesimo energy consumption plan adatto ai centometristi. Non credo ci sia molto altro da dire, in fondo.
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Gabriele
Oggi, addì 3 marzo dell’anno di Grazia Duemiladieci, all’ora quinta del pomeriggio. U.S.
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Gabriele
Isa has got issues
Isa, capiamoci. Io ti volevo bene. Davvero. Da Fluo a Luminal, a Zoo. Davvero pensavo che tu fossi una delle novità più graffianti della letteratura italiana. Lo pensavo sul serio. Forse ero giovane, forse troppo inesperto. Ma mi piaceva moltissimo quella tua prosa ondivaga e lisergica. Ora apprendo della prossima uscita di un altro tuo libro. Che non comprerò. Mi dispiace da morire, guarda. Ma non posso comprarlo.
Il motivo? Mi chiedi anche il motivo. Che sciocchina, che sei, Isa.
Ricordi quel ragazzotto impettito ed emozionato in prima fila da Melbook, quando presentasti quel tuo (orribile, terribile, malscritto e inutilmente e banalmente perverso) VM18, pubblicato – ovviamente – da Fazi, che pur di conquistarsi i suoi adolescenti emo farebbe qualunque cosa; ricordi, dicevo, quel ragazzotto disposto a comprare e leggere quel tuo libro che già ogni recensione aveva dato per spacciato? Ecco, io c’ero. Ero io quel ragazzotto. E tu, tu cosa facesti? Questo:Il che, figurati, potevo anche tollerarlo. Ma quando, però, mi accorsi che il tuo pubblico era questo:
Beh, lì ho capito che qualcosa non andava. Mi son sentito fuori posto. Tragicamente fuori posto. E ho rinunciato a te, ai tuoi libri, alle tue novità editoriali. Stammi bene coi tuoi nuovi amici. Io, io sì, ti ho voluto bene per quel che scrivevi e non per l’immagine di te che hai voluto assumere. Ave atque Vale, bella Isa.
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Gabriele
«He called me and said, ‘This is Steve Jobs from Apple.’ I said, ‘Yeah right.’ I have a son that loves to play tricks and he does that every now and then — calls me and imitates somebody.»
– Louie Sulcer, who won a $10,000 iTunes card by purchasing the 10 billionth song from iTunes — Johnny Cash’s “Guess Things Happen That Way” -
Gabriele
Buone idee per il weekend cercansi. Alternativamente, metodo di suicidio affidabile (astenersi Luciano).
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Gabriele
Dream within a dream
Secondo voi è strano che, stamattina, il suono della sveglia si sia insinuato nei miei sogni diventando la sirena dell’allerta aerea, mentre io e altri popolani del quartiere S. Lorenzo cercavamo rifugio dai bombardamenti e dalle macerie che ovunque volavano? Note to self: mai più leggere La storia della seconda guerra mondiale prima di andare a dormire.
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Gabriele
In treno
Oh, la spettacolare vita di noialtri pendolari. Bistrattati, violentati nell’anima e stuprati nello spirito, abbiamo però sempre un argomento di conversazione. Volete mettere, la soddisfazione di poter narrare – dettagliatamente, e con fare da insider source – della natura e qualità dei disservizi?
Per non parlare dei passeggeri! Quale soddisfazione, sentirli parlare delle loro vite! Quei toni entusiastici per il rinnovo del contratto quindicinale a 200€ (lorde) da spazzacamino! No, però il punto non è questo.
Prendete un giorno qualsiasi. Oggi, per esempio. C’è sempre, e quando dico sempre intendo proprio dire sempre qualcuno che sul treno parla male di un argomento x sperando – o fregandosene, più probabilmente – che nessuno a portata d’orecchi abbia da ridire. Non oggi!
Signorina scosciata: «Certo che [paese] è pòpo ‘na mmèrda!»
Signora incappottata: «Ma se je fa tanto schifo, perché nun se ne va’?»
SS: «Ma se so’ quindic’anni che ce sto adabbità, addò devo annà?»
SI: «Embè, segno sarà che tanto merda nun è… se ne vada pure, che stémo tanto bbè (bene) tra noantri!»
SS: «Envece resto pe’ favve dispetto a voi [paesani] de ’stocazzo!»Assurdo. Sono andate avanti per dieci minuti. Mentre io ridevo a crepapelle. Finché non è passato per caso il capotreno a ricordare che, bontà di Dio, ci sono anche bambini in quel vagone. Giusto. I bambini. Ce ne dimentichiamo sempre. Purché non siano nudi, negri e chiedan soldi.
Sulle FFSS impari cose che neanche all’università.
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Gabriele
Busy busy busy
Finally made contact with the new stage worker. Che soddisfazione, darle delle scartoffie da rimettere in ordine e dirle «I need those sorted out in fifteen minutes, hurry up!» Se esiste un premio all’infingardaggine, datemelo. Lo merito.


Luciano 22:04 on 26 febbraio 2010 Permalink
Ahahahahahahahahahahhaha…Ti amo, come sempre